Dumping contrattuale negli appalti: il monito delle Parti sociali del CCNL Pubblici esercizi

Dumping contrattuale negli appalti: il monito delle Parti sociali del CCNL Pubblici esercizi

  • 3 Novembre 2026
  • Pubblicazioni
Il 20 ottobre 2026, le principali organizzazioni datoriali e sindacali comparativamente più rappresentative del settore dei pubblici esercizi, ristorazione e turismo (FIPE Confcommercio, Legacoop Produzione e Servizi, Confcooperative Lavoro e Servizi, AGCI Servizi e ANGEM) hanno sottoscritto una dichiarazione congiunta per chiedere la rigorosa applicazione del CCNL stipulato il 5 giugno 2024 (codice CNEL H05Y). L'intervento nasce dalla necessità di denunciare il fenomeno del dumping contrattuale e l'inserimento, nei bandi di gara emessi dagli enti appaltanti, di contratti collettivi privi del requisito di maggiore rappresentatività comparata. Le Parti ricordano che la normativa vigente obbliga le stazioni appaltanti a individuare preventivamente, nella documentazione di gara, il CCNL strettamente connesso all'attività prevalente e sottoscritto dalle associazioni comparativamente più rappresentative: un principio ribadito anche dal Decreto ministeriale del 10 luglio 2025 in materia di costo medio del lavoro nella ristorazione collettiva. L'indicazione o l'applicazione di contratti non rappresentativi comprime i diritti e le tutele economico-normative dei lavoratori, crea concorrenza sleale incentrata sul mero ribasso del costo del lavoro a discapito della qualità del servizio (ambito rilevante e peculiare, trattandosi anche di mense scolastiche e ospedaliere) e genera il paradosso per cui le imprese virtuose che applicano il contratto leader si trovano a dover dimostrare l'equivalenza delle tutele. Le Parti precisano infine che l'obbligo di individuare il CCNL di riferimento non può essere eluso dalle stazioni appaltanti limitandosi a un generico rinvio alla facoltà dei concorrenti di comprovare tale equivalenza. Per tutte queste ragioni, sollecitano le Istituzioni a intraprendere ogni iniziativa utile affinché tutte le stazioni appaltanti indichino il CCNL del 5 giugno 2024 come riferimento unico e obbligatorio sia per la determinazione della base d'asta sia per l'esecuzione del servizio, garantendo al contempo una vigilanza rigorosa sulle dichiarazioni di equivalenza (da valutarsi sul trattamento complessivo e non solo sui minimi tabellari), l'istituzione di un gruppo di esperti e il ricorso alla tracciabilità digitale tramite il Codice Unico dei contratti per monitorare le anomalie e tutelare legalità, trasparenza e qualità del lavoro.