Mansioni particolarmente usuranti e pensione anticipata

Mansioni particolarmente usuranti e pensione anticipata

  • 19 Ottobre 2026
  • Pubblicazioni
L’ordinanza 26307/2026 della Sezione Lavoro, pur prendendo le mosse dalla vicenda personale di un lavoratore addetto alle mansioni di gruista, consente di gettare uno sguardo sul concetto di mansione particolarmente usurante quale presupposto per l’accesso al trattamento pensionistico anticipato di cui al Dlgs 21 aprile 2011, n. 67 («Accesso anticipato al pensionamento per gli addetti alle lavorazioni particolarmente faticose e pesanti, a norma dell’articolo 1 della legge 4 novembre 2010, n. 183»). In particolare, risultano degni di nota i riferimenti contenuti nell’ordinanza alla disciplina da considerare per analizzare la natura usurante della mansione a fini pensionistici. La normativa che consente l’uscita anticipata dal lavoro (Dlgs 67 citato) all’articolo 1 ammette la possibilità, su domanda, di esercitare il diritto per l’accesso al trattamento pensionistico anticipato ad alcune tipologie di lavoratori dipendenti, tra cui i lavoratori impegnati in mansioni particolarmente usuranti di cui all’articolo 2 del decreto del ministro del Lavoro e della Previdenza sociale in data 19 maggio 1999. A sua volta il Dm in questione all’articolo 2, comma 1, individua, nell’ambito delle attività particolarmente usuranti (indicate nell’allegato A del Dlgs 374/1993) il concetto di mansione particolarmente usurante, in ragione delle caratteristiche di maggiore gravità dell’usura che esse presentano, sulla base di vari indicatori: incidenza della stessa sulle aspettative di vita, esposizione al rischio professionale di particolare intensità, componenti socio-economiche che connotano le attività, in vari settori ed ambiti, dettagliatamente descritti ed elencati nella stessa norma (dai lavori nelle gallerie, ai lavori nei cantieri, o di asportazione dell’amianto, solo per fare qualche esempio, quando siano svolti con carattere di continuità e prevalenza). La norma che si occupa dei lavori particolarmente usuranti, ossia il Dlgs 374/1993, ai fini dei benefici di legge, all’articolo 1 indica in questo ambito quelli per il cui svolgimento è richiesto un impegno psicofisico particolarmente intenso e continuativo, condizionato da fattori che non possono essere prevenuti con misure idonee. Viene allegata al testo normativo una tabella (tabella A) che può essere oggetto di modifiche con Dm del ministero del Lavoro, di concerto con il ministero del Tesoro e sentite le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative sul piano nazionale. In queste attività, peraltro, è menzionata anche quella di gruista. Ebbene, la Cassazione rileva che le attività di gruista non possono essere annoverate tra le mansioni particolarmente usuranti ai fini del pensionamento anticipato. Infatti, considerando la disciplina pensionistica come disciplina di settore, con presupposti e requisiti specificamente individuati, il Dlgs 67 citato fa riferimento alle mansioni particolarmente usuranti di cui al Dm citato, nell’ambito delle attività particolarmente usuranti in presenza di svariati indicatori di maggiore gravità dell’usura. In sostanza, le mansioni particolarmente usuranti che danno diritto al pensionamento anticipato costituiscono una species del più ampio genus dei lavori particolarmente usuranti di cui al Dlgs 374/1993. In altri termini, i lavori particolarmente usuranti sono quelli che richiedono, in termini generali, un impegno psicofisico particolarmente intenso e continuativo, condizionato da fattori che non possono essere prevenuti con misure idonee (e comunque connotati di minore gravità); le mansioni particolarmente usuranti descritte dall’articolo 2 del Dm citato e che danno diritto ad accedere al trattamento pensionistico anticipato sono, invece, caratterizzate da un’usura qualificata da «maggiore gravità», con criteri che attengono a profili indicati dalla norma in modo specifico, quali l’incidenza sulle aspettative di vita o l’esposizione al rischio professionale. L’interpretazione in chiave restrittiva si giustifica considerando il fatto che il Dlgs 67/2011 è stato adottato allo scopo di concedere ai lavoratori dipendenti impegnati in particolari lavori o attività la possibilità di conseguire, su domanda, il diritto al pensionamento anticipato con requisiti inferiori a quelli previsti per la generalità dei lavoratori dipendenti (articolo 1 della legge 183 del 2010). E, nel settore pensionistico previdenziale, le discipline “in deroga”, comportando una rilevante spesa pubblica, devono essere interpretate in modo aderente al testo normativo, senza la possibilità di adottare letture in chiave estensiva. Per questo è del tutto corretto il procedimento consistente nel selezionare, nel novero delle attività particolarmente usuranti, le mansioni caratterizzate da un’usura di maggiore gravità, il cui svolgimento dà diritto ad accedere al beneficio dell’anticipazione pensionistica.

Fonte: SOLE24ORE