Prodotti scaduti e procedure ignorate: il licenziamento è legittimo
- 17 Settembre 2026
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Con l’ordinanza n. 25231 dell’11 settembre 2026, la Cassazione ha confermato il licenziamento di una responsabile di punto vendita dopo il rinvenimento di 340 prodotti scaduti, alcuni da molti mesi e altri da quasi un anno, non smaltiti secondo le procedure aziendali. La prolungata inosservanza delle regole di gestione può compromettere il vincolo fiduciario e giustificare il licenziamento per giusta causa. Nel caso esaminato, la reiterazione della condotta ha assunto rilievo decisivo nella valutazione della gravità dell’inadempimento. La proporzionalità della sanzione richiede comunque un esame concreto: mansioni e responsabilità, istruzioni impartite, durata delle omissioni e disciplina del CCNL sono elementi da valutare insieme. Il semplice richiamo alla violazione di una procedura non esaurisce questa verifica. Per le aziende, è opportuno rendere le procedure chiare e conoscibili, individuare chi deve eseguire i controlli e documentare le irregolarità. Una contestazione precisa deve descrivere fatti, tempi e obblighi violati, consentendo al lavoratore di difendersi puntualmente. Per chi gestisce o assiste un procedimento disciplinare, la valutazione preventiva di prove, responsabilità e proporzionalità è essenziale: permette di distinguere le carenze organizzative dalle condotte personalmente imputabili e di scegliere una risposta giuridicamente sostenibile.