Pensione e ripresa del lavoro
- 16 Settembre 2026
- Pubblicazioni
La Cassazione, con la sentenza n. 25154 del 9 settembre 2026, chiarisce quando l’INPS può recuperare una pensione già corrisposta. Un lavoratore aveva chiesto la pensione di anzianità dichiarando di avere cessato l’attività. Prima della decorrenza effettiva del trattamento aveva però iniziato un nuovo lavoro, senza comunicarlo all’INPS. L’Istituto aveva continuato a versare la pensione fino al 2016 e ha poi ottenuto la restituzione dei ratei indebitamente percepiti per oltre cinque anni. La cessazione del lavoro è un requisito essenziale per accedere al trattamento pensionistico anticipato e deve sussistere anche quando la pensione inizia effettivamente a decorrere. L’INPS deve verificare i dati dichiarati nella domanda, ma non è tenuto a controllare continuamente se la situazione lavorativa sia successivamente cambiata. La comunicazione UNILAV del datore di lavoro non sostituisce l’obbligo informativo personale. Se il pagamento dipende dalla mancata segnalazione, la buona fede non impedisce il recupero delle somme, entro i limiti della prescrizione. Chi riprende a lavorare mentre attende la pensione deve quindi informare direttamente l’INPS con modalità tracciabile e verificare preventivamente gli effetti sul trattamento richiesto. Davanti a una richiesta di restituzione, occorre esaminare la causa dell’indebito, le comunicazioni effettuate, le informazioni già conosciute dall’INPS e la prescrizione dei singoli ratei.