I turni rigidi possono costituire discriminazione indiretta
- 28 Luglio 2026
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Il Tribunale del Lavoro di Padova ha condannato Amazon per discriminazione indiretta di genere nei confronti di una lavoratrice madre, la quale, al rientro dalla maternità, la dipendente era stata assegnata a turni incompatibili con la cura della figlia. La richiesta di lavorare stabilmente al mattino era stata respinta, benché tale soluzione risultasse compatibile con l’organizzazione del sito. La lavoratrice era stata così costretta a ricorrere più volte al congedo parentale, subendo una significativa perdita retributiva. La decisione chiarisce che per accertare la discriminazione indiretta non occorre provare un intento discriminatorio. È sufficiente che una regola apparentemente neutra produca, in concreto, un particolare svantaggio per le lavoratrici madri. Le generiche esigenze organizzative non bastano, se l’azienda non prova che la soluzione richiesta comprometterebbe l’attività. Il Giudice ha ordinato la cessazione della condotta, l’assegnazione al turno
richiesto, il risarcimento del danno patrimoniale.