Mansioni superiori: la sostituzione temporanea non determina la promozione automatica
- 23 Luglio 2026
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La reiterata assegnazione a mansioni superiori non comporta automaticamente il diritto al superiore inquadramento quando risponde alla necessità di sostituire lavoratori temporaneamente assenti con diritto alla conservazione del posto. Con la sentenza n. 23718 del 21 luglio 2026, la Cassazione ha confermato il rigetto della domanda di un ufficiale marittimo impiegato più volte come Direttore di macchina per periodi inferiori a tre mesi. La natura sostitutiva degli incarichi, l’assenza di un posto effettivamente vacante e la mancanza di un disegno datoriale elusivo hanno escluso la stabilizzazione nella qualifica superiore. La Suprema Corte precisa che spetta al lavoratore provare i fatti costitutivi della promozione automatica, dimostrando, in particolare, che la sostituzione non riguardava personale assente con diritto alla conservazione del posto oppure che gli incarichi celavano un’esigenza strutturale e permanente dell’organizzazione. Ne consegue che il semplice cumulo di più periodi di svolgimento delle mansioni superiori non è sufficiente. Una condotta fraudolenta può configurarsi soltanto quando venga meno l’effettiva funzione sostitutiva e la frammentazione degli incarichi risulti diretta a impedire la maturazione del diritto al superiore inquadramento.