Immediatezza della contestazione disciplinare quando il fatto addebitato abbia rilievo anche penale

Immediatezza della contestazione disciplinare quando il fatto addebitato abbia rilievo anche penale

  • 14 Luglio 2026
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Il dipendente venne licenziato dopo essere stato condannato in via definitiva per aver dichiarato il falso alla polizia giudiziaria in relazione a condotte di natura extralavorativa . La vicenda giunge in Cassazione a motivo della tardività della contestazione : secondo il lavoratore, infatti, l'azienda avrebbe saputo del procedimento penale già nel 2000 ma non aveva ritenuto opportuno svolgere alcuna indagine, creando in lui legittimo affidamento circa il non esercizio dell'azione disciplinare, quando poi nel 2020 venne intimato il licenziamento. Con l' Ordinanza n. 19193 dell'11 giugno 2026 , la Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso, ricordando che il requisito di immediatezza va inteso in senso relativo, potendo essere compatibile con un intervallo di tempo maggiore quando l'accertamento e la valutazione dei fatti richieda uno spazio temporale superiore. In tema di licenziamento disciplinare per fatti estranei al rapporto lavorativo aventi rilevanza penale, peraltro, nel caso in cui la contrattazione collettiva tipizzi la condotta come atta a giustificare la sanzione espulsiva, il differenziamento del licenziamento ad una data successiva non si configura come rinuncia all'esercizio del potere disciplinare e non lo rende intempestivo . Confermato, quindi, il licenziamento del lavoratore.