Distacco del personale: una nuova leva per gestire crisi e continuità produttiva
- 10 Luglio 2026
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Con la Legge n. 112/2026, di conversione del D.L. n. 62/2026 (C.d. Decreto Primo Maggio), è stata introdotta una disciplina sperimentale in materia di distacco. Fino al 31 dicembre 2029, il distacco potrà essere utilizzato anche in assenza dell’interesse proprio del datore di lavoro distaccante. Si tratta di una deroga rilevante rispetto alla disciplina ordinaria. L’operazione resta subordinata alla sottoscrizione di un accordo sindacale e deve avvenire nel rispetto delle mansioni svolte dal lavoratore. Potrà riguardare anche imprese appartenenti a settori diversi o aziende che applicano contratti collettivi non coincidenti. Il distacco dovrà servire a salvaguardare i livelli occupazionali, garantire la continuità produttiva o preservare competenze professionali. Potrà inoltre contribuire a evitare sospensioni dell’attività lavorativa, riduzioni d’orario, ricorso agli ammortizzatori sociali o esuberi. Per le imprese, la novità può diventare uno strumento utile nelle fasi di crisi, transizione industriale o temporaneo calo di attività. L’applicazione concreta richiederà il decreto ministeriale attuativo. Per i lavoratori, il beneficio potenziale è la continuità dell’occupazione. Il distacco può consentire di mantenere reddito e professionalità invece di subire inattività, sospensioni o percorsi di esubero. Il rischio principale è trasformare la deroga in un uso improprio di personale. Accordo sindacale, tracciabilità e monitoraggio saranno quindi decisivi.