Da luglio ammortizzatori per caldo agevolati in edilizia e agricoltura

Da luglio ammortizzatori per caldo agevolati in edilizia e agricoltura

  • 26 Giugno 2026
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A fronte dell’ondata di calore in atto, il decreto legge Infrastrutture-Pnrr approvato dal Governo il 22 giugno e non ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale, introduce anche per quest’anno delle condizioni speciali di accesso agli ammortizzatori sociali per alcuni settori lavorativi a fronte di sospensioni o riduzioni dell’attività anche a causa delle ondate di calore, ma tra luglio e dicembre (quindi con esclusione di queste giornate roventi). Si tratta dei comparti edile e affini, dell’attività di escavazione e della lavorazione di materiale lapideo per i quali non scatta il contributo addizionale a carico del datore di lavoro e il periodo di utilizzo dell’ammortizzatore non incide sul limite massimo di 52 settimane in un biennio mobile. Inoltre, in agricoltura l’indennità viene riconosciuta agli operati a tempo determinato e indeterminato anche in caso di sospensione per metà giornata invece per tutto il giorno e senza richiedere il requisito ordinario delle 181 giornate lavorate. Inoltre i giorni di utilizzo della cassa integrazione non erodono il limite massimo previsto e sono comparate a lavoro effettivo ai fini del calcolo della disoccupazione agricola. A differenza dell’anno scorso cala il budget a disposizione per entrambi gli interventi: 10 milioni per l’agricoltura (invece di 22,5 milioni), 5 milioni per gli altri (erano 10,5 milioni). L’intervento mirato contenuto nel decreto legge non elimina, come già in passato, le altre possibilità di accesso agli ammortizzatori sociali a fronte di temperature molto elevate. Infatti negli altri settori sono applicabili le regole generali ordinarie che consentono di invocare la causale “evento meteo” per temperature elevate se il termometro sale oltre i 35 gradi, oppure se resta al di sotto ma la temperatura percepita risulti superiore, anche per effetto dell’umidità, sia all’aperto che al chiuso. Le aziende devono tenere conto, a questo riguardo, anche del tipo di attività svolta e delle condizioni in cui si trovano i lavoratori (utilizzo di macchinari che innalzano la temperatura, dispositivi di protezione quali tute e caschi, per esempio), evidenziando nella relazione tecnica che va accompagnata alla richiesta di ammortizzatore tali situazioni. Negli anni passati Inps ha anche ricordato che la sospensione dell’attività, con fruizione della cassa integrazione, può avvenire anche su segnalazione del responsabile della sicurezza aziendale. Accanto a queste regole generali, si può chiedere la cassa integrazione a fronte del divieto di lavorare disposto da ordinanze regionali che, al 24 giugno, sono state adottate dalla quasi totalità delle amministrazioni. Tali provvedimenti in genere impongono la sospensione dell’attività in alcuni settori (di solito agricoltura, florovivaismo, edilizia) nelle ore centrali della giornata, in un arco temporale variabile (chi arriva a fine agosto, chi anche a settembre). In questi casi la causale di accesso agli ammortizzatori sociali è l’ordine di pubblica autorità. Anche in questi casi scattano alcune agevolazioni tra cui l’esenzione dal contributo addizionale e dall’anzianità minima aziendale dei lavoratori coinvolti.

Fonte: SOLE24ORE