Legittimo il volantino dell’azienda durante una trattativa con i sindacati

Legittimo il volantino dell’azienda durante una trattativa con i sindacati

  • 17 Giugno 2026
  • Pubblicazioni
Durante una trattativa sindacale, anche nelle fasi più accese, il datore di lavoro mantiene il diritto di far conoscere ai dipendenti la propria posizione rispetto alle azioni promosse dalle articolazioni territoriali del sindacato. Non vi è alcun ostacolo di carattere legale e neppure alcuna ragione logica per ritenere che, nella fase più delicata dell’interlocuzione sindacale, al datore sia inibito di rivolgersi ai lavoratori per comunicare i propri intendimenti. Punto dirimente non è il mantenimento di una interlocuzione diretta del datore con i propri dipendenti, rispetto al quale non vi può essere alcun divieto neppure durante una vertenza sindacale, ma che non siano travalicati i limiti della correttezza e del confronto dialettico. Il Tribunale di Bologna (sentenza del 4 giugno 2026, che conferma il decreto del 22 settembre 2025) ha espresso questi principi nel procedimento avviato da alcuni sindacati per far accertare l’antisindacalità delle comunicazioni scritte veicolate dal datore ai dipendenti. La vicenda trae spunto da una fusione per incorporazione, da cui si è originato l’interesse all’armonizzazione dei contratti collettivi aziendali applicati nei siti produttivi coinvolti per approdare verso un accordo sindacale di gruppo. I sindacati hanno contestato che in alcuni frangenti della vertenza, tra cui l’indizione di uno sciopero e la contrapposizione rispetto a un piano di formazione per i lavoratori, il datore si era rivolto direttamente ai dipendenti per far conoscere la propria posizione critica, affiggendo dei comunicati alle bacheche aziendali con conseguente scavalcamento del ruolo del sindacato. Il Tribunale afferma che al datore non può essere impedito di far conoscere ai dipendenti la propria posizione rispetto al contenuto di una vertenza sindacale, a condizione che le comunicazioni siano espresse «in forma rispettosa». Se, da un lato, l’azienda deve mantenere un contegno neutrale e sono vietate forme comunicative tese a inquinare il confronto sindacale, dall’altro il datore mantiene la libertà di manifestare la sua posizione ai dipendenti. È, del resto, nell’interesse degli stessi lavoratori essere informati sulle «contrapposte visioni in gioco», perché solo una conoscenza piena consente loro di maturare un convincimento libero e consapevole sui temi oggetto di confronto sindacale.

Fonte: SOLE24ORE