Fondi pensione 2026: la riforma della previdenza complementare entra nella gestione ordinaria del rapporto di lavoro.

Fondi pensione 2026: la riforma della previdenza complementare entra nella gestione ordinaria del rapporto di lavoro.

  • 12 Giugno 2026
  • Pubblicazioni
Dal 1° luglio 2026, la L. 199/2025 modifica in modo significativo il rapporto tra TFR e previdenza complementare. Per i neoassunti del settore privato, la mancata scelta entro 60 giorni comporta il conferimento automatico del TFR maturando al fondo pensione previsto dal CCNL o dagli accordi applicabili. La decisione sul TFR incide su una componente essenziale della retribuzione differita e richiede un’informazione chiara, tempestiva e documentabile. Per questo, l’azienda dovrà prestare particolare attenzione alla fase di assunzione, distinguendo tra lavoratori alla prima occupazione e lavoratori che hanno già espresso una scelta in precedenti rapporti. La riforma interviene anche sulle prestazioni: ▪️aumenta al 60% la quota di montante richiedibile in capitale e introduce nuove modalità di erogazione, tra cui rendita a durata definita, prelievi liberi nei limiti maturati ed erogazione frazionata. Sul piano fiscale, dal 2026 cresce il limite di deducibilità, mentre il TFR conferito continua a seguire un regime autonomo. Da monitorare anche il tema della portabilità del contributo datoriale verso altro fondo, prevista dopo due anni di partecipazione e con decorrenza dal 31 ottobre 2026.  È un passaggio rilevante perché incide sul rapporto tra contrattazione collettiva, libertà di scelta del lavoratore e obblighi gestionali del datore. Occorre aggiornare informative, lettere di assunzione, procedure HR, posto che la previdenza complementare non è più solo welfare, ma diventa un presidio di compliance datoriale per ridurre il rischio di errori, contestazioni e responsabilità documentali.