Minacce al CEO: legittimo il licenziamento per giusta causa

Minacce al CEO: legittimo il licenziamento per giusta causa

  • 21 Aprile 2026
  • Pubblicazioni
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9487 del 14 aprile 2026, ha confermato la legittimità di un licenziamento disciplinare per giusta causa. Il caso riguardava un lavoratore che, pur essendo assente per malattia, si era recato in azienda e aveva rivolto espressioni minacciose e intimidatorie all'Amministratore Delegato, paventando reazioni violente e incontrollabili. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso del dipendente, avallando la valutazione dei giudici di merito sulla proporzionalità della sanzione espulsiva. La condotta del lavoratore che, recandosi senza autorizzazione in azienda durante la malattia, aggredisce verbalmente il vertice aziendale con toni intimidatori, costituisce una violazione talmente grave del vincolo fiduciario da non consentire la prosecuzione, neppure provvisoria, del rapporto di lavoro. Secondo la Corte, tale comportamento, per le sue modalità, il contesto e l'evidente intenzionalità, giustifica il licenziamento, a fronte dell'irreparabile lesione della fiducia. È stata ritenuta irrilevante, nel caso specifico, la successiva certificazione di "turbative psicologiche", in quanto non adeguatamente e tempestivamente allegata per dimostrare un nesso causale con la condotta tenuta.