Patto di Prova: per i manager basta la determinabilità delle mansioni

Patto di Prova: per i manager basta la determinabilità delle mansioni

  • 26 Marzo 2026
  • Pubblicazioni
Con la sentenza n. 244/2026, la Corte d’Appello di Brescia delinea i contorni di validità del patto di prova per le figure apicali. Secondo la Corte, non è necessaria una descrizione analitica delle mansioni, essendo sufficiente la loro "determinabilità". Il patto è valido se le attività sono desumibili da: 
• Qualifica contrattuale (nel caso, "Marketing and Communication Manager"); 
• Livello di inquadramento (VIII livello CCNL); 
• Contesto professionale di riferimento. 
Un elemento chiave valorizzato dai giudici è l'esperienza pregressa del lavoratore, che presuppone la conoscenza del ruolo. Questa decisione si pone in contrasto con un'interpretazione più rigida, che richiede una specificazione puntuale dei compiti. La Corte ha riformato la sentenza di primo grado, che aveva annullato il patto per genericità, riconoscendo invece la legittimità del recesso per mancato superamento della prova. Il principio è che per i ruoli intellettuali e manageriali, la specificità del patto di prova si misura sulla riconoscibilità del ruolo e non su un elenco dettagliato di compiti.