Durc regolare se la rateizzazione viene accolta dopo 15 giorni

Durc regolare se la rateizzazione viene accolta dopo 15 giorni

  • 23 Marzo 2026
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Ai fini del riconoscimento di un esonero dai contributi in favore di un datore di lavoro, scatta la verifica della posizione contributiva (Durc interno) da cui può emergere una posizione debitoria. In tal caso, l’Inps chiede all’azienda la relativa regolarizzazione. Se, a fronte della richiesta, il datore di lavoro domanda all’istituto di rateizzare i debiti, egli torna “regolare” anche se l’istanza viene accolta oltre il termine di 15 giorni concesso per sanare la posizione. Il 27 novembre un’azienda ha ricevuto l’invito a regolarizzare la posizione contributiva di due dipendenti, assunti usufruendo di agevolazioni, per il mancato versamento di due mensilità di contributi. Il quindicesimo giorno successivo alla ricezione dell’invito, la società ha chiesto all’Inps di rateizzare l’importo e l’istituto di previdenza ha dato il via libera tre giorni dopo. La prima rata, in scadenza il 25 dicembre, è stata pagata il 27 dello stesso mese e sono stati versati anche gli importi successivi. A marzo, Inps ha inviato note di rettifica e disconosciuto l’agevolazione contributiva di cui ha beneficiato il datore di lavoro. Successivamente ha respinto la richiesta di annullamento in autotutela perché la prima rata non è stata pagata nei termini ed è stato notificato l’avviso di addebito. A fronte del ricorso dell’azienda in Tribunale, Inps ha sostenuto che, in base all’articolo 7, comma 3, del Dm 24 ottobre 2007, la società entro il 12 dicembre (15 giorni dall’invito a regolarizzare) ha solo presentato la richiesta di rateizzazione, ma entro tale data sarebbe dovuto arrivare anche il via libera dell’istituto di previdenza. Il Tribunale ha accolto la tesi dell’Inps, mentre la Corte d’appello ha ribaltato la sentenza. In Cassazione, l’istituto di previdenza ha affermato che, in base all’articolo 5 del Dm del 2007 la regolarità contributiva sussiste in caso di domanda di rateizzazione con relativo parere favorevole dell’istituto e che, nel termine di 15 giorni previsto per la regolarizzazione, deve essere presentata la domanda ma deve arrivare anche il parere favorevole. Per la Suprema corte (ordinanza 6142/2026), il Dm dispone che, ai fini della regolarità contributiva, la domanda deve essere accettata entro 15 giorni. «Che la decisione dell’istituto sia intervenuta dopo...non può incidere nel senso preteso in ricorso, perché, con l’accettazione, Inps ha posto in essere quella condizione che fa sì che si consideri integrata la regolarità contributiva. Diversamente argomentando, la regolarizzazione verrebbe rimessa ad un adempimento dell’istituto che potrebbe, in astratto, essere adottato anche ben oltre 15 giorni dal deposito dell’istanza». Se così fosse, la volontà dell’azienda di regolarizzarsi sarebbe esposta a fattori esterni alla sua volontà e al suo comportamento; dipenderebbe, insomma, dai tempi di risposta dell’Inps. Secondo i giudici si arriva a conclusione analoghe leggendo il Dm 30 gennaio 2015, che ha sostituito il precedente. Una volta che la rateizzazione è stata accordata, «la posizione dell’interessato è da qualificarsi regolare, non rilevando, in senso contrario, che l’Ente assuma il provvedimento dopo la scadenza dei 15 giorni».

Fonte: SOLE24ORE