La convivenza tra professionista e segretaria non esclude la natura subordinata del rapporto di lavoro
- 13 Febbraio 2026
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La lavoratrice svolgeva la mansione di segretaria presso uno studio legale alle dipendenze di un avvocato con il quale intratteneva una relazione sentimentale, connotata da convivenza more uxorio . In seguito al licenziamento , ella chiedeva il riconoscimento della natura subordinata del rapporto di lavoro, deducendo l'illegittimità del licenziamento e conseguentemente la reintegrazione nel posto e la condanna al pagamento delle spettanze di natura economica. Con l' Ordinanza n. 2281 del 4 febbraio 2026 , la Corte di Cassazione ricorda che nei rapporti di lavoro indiretti da una convivenza more uxorio opera una presunzione di gratuità delle prestazioni lavorative , ma ciò non ha carattere assoluto, in quanto detta presunzione può essere superata fornendo la prova dell'esistenza del vincolo di subordinazione attraverso il riferimento alla qualità e quantità delle prestazioni svolte ed alla presenza di direttive, controllati ed indicazioni da parte del datore di lavoro. Ebbene, nel caso di specie il Giudice del merito aveva accertato l'esistenza di una pluralità di elementi, fra i quali l'avvenuto pagamento di determinati compensi e, dunque, in modo conforme a diritto ha ritenuto superata la presunzione di gratuità, decisione alla quale gli Ermellini si uniformano.