La mancata assegnazione degli obiettivi non è causa di risarcimento

La mancata assegnazione degli obiettivi non è causa di risarcimento

  • 27 Gennaio 2026
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Un gruppo di lavoratori ha promosso una causa nei confronti del datore di lavoro finalizzata a vedersi riconoscere il risarcimento del danno da perdita di chance, stante l’inadempimento datoriale dell’obbligo di assegnare loro gli obiettivi individuali, per due annualità consecutive, già previsto da un accordo sindacale. La Corte d’appello di Roma, in riforma della pronuncia di primo grado, ha respinto le domande dei lavoratori sostenendo che, per ottenere il risarcimento, i dipendenti avrebbero quantomeno dovuto dedurre che, in caso di assegnazione degli obiettivi, questi avrebbero avuto effettive possibilità di conseguirli, in virtù delle modalità lavorative adottate, della tipologia dell’incarico svolto, delle proprie caratteristiche e capacità professionali. Secondo i giudici, per ottenere la corresponsione del premio annuo, ai lavoratori era necessaria la verifica datoriale dei risultati individualmente conseguiti, nonché del raggiungimento degli obiettivi di performance prefissati a livello aziendale. Al contrario, i lavoratori non hanno dedotto alcunché sulle effettive possibilità che avrebbero avuto di raggiungere gli obiettivi individuali ove fossero stati prefissati, avendo fondato la propria pretesa risarcitoria esclusivamente sul mero inadempimento datoriale. La Corte di cassazione, con l’ordinanza 1235/2026 del 20 gennaio ha rigettato il ricorso dei lavoratori, dichiarandone l’inammissibilità. Per la Suprema corte, le censure prospettate dai ricorrenti quali errores in iudicando o in procedendo a ben vedere non sono idonee a confutare la tesi dei giudici di merito, secondo cui i lavoratori non hanno allegato circostanze essenziali al fine di dimostrare che, qualora gli obiettivi fossero stati assegnati, questi avrebbero effettivamente avuto la possibilità di conseguirli.

Fonte: SOLE24ORE