L’utilizzo dell’intelligenza artificiale giustifica il licenziamento

L’utilizzo dell’intelligenza artificiale giustifica il licenziamento

  • 23 Gennaio 2026
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La decisione di sopprimere una funzione aziendale, avocando le relative mansioni all’interno di altra funzione che si avvale del supporto di sistemi di intelligenza artificiale, può giustificare il licenziamento per motivo oggettivo. In un contesto produttivo ad alto valore tecnologico, il sacrificio delle funzioni aziendali periferiche rispetto al core business può essere validamente perseguito ricorrendo all’intelligenza artificiale come strumento di supporto per la gestione delle mansioni riconducibili al ruolo soppresso. È, pertanto, legittimo il licenziamento irrogato alla dipendente per soppressione del posto di lavoro, se è dimostrato che le mansioni della lavoratrice in esubero sono state riassegnate ad altre figure lavorative che si avvalgono, tra l’altro, del supporto di sistemi di intelligenza artificiale. Il Tribunale di Roma (sentenza del 19 novembre 2025, giudice del lavoro Lucarelli) ha condiviso la prospettazione datoriale per cui, nell’ambito di una riorganizzazione aziendale funzionale alla riduzione delle attività non strettamente produttive, la soppressione del posto di lavoro è una condizione effettiva se le mansioni del dipendente in esubero sono riassegnate ad altro personale che utilizza l’intelligenza artificiale per lo svolgimento della prestazione. Il caso esaminato si riferiva al licenziamento per soppressione del posto di lavoro di grafica intimato alla dipendente di una società attiva nella sicurezza informatica, la quale contestava l’insussistenza delle ragioni datoriali sul presupposto che la sua figura aziendale era necessaria per il perseguimento del business aziendale. Il datore si è difeso sostenendo che, in una prospettiva di contenimento dei costi e di sviluppo dei prodotti software e di cyber intelligence, la posizione della grafica era stata cancellata e le sue attività affidate ad altre figure in organico con l’ausilio dei sistemi di intelligenza artificiale. A conclusione della prova testimoniale è emerso che, in parallelo con una fase di decrescita aziendale, l’impresa aveva dato impulso all’utilizzo di strumenti di intelligenza artificiale per accrescere la propria capacità produttiva. È stato, altresì, confermato che i sistemi di Ai garantivano, da un lato, un alto livello di prestazioni sul piano qualitativo e consentivano, d’altro lato, un abbattimento dei tempi di produzione, con conseguente risparmio economico. Il Tribunale di Roma ha valorizzato il quadro probatorio e concluso per la legittimità del licenziamento, riconoscendo che la soppressione del posto di lavoro può essere accelerata in un contesto produttivo che si avvale di sistemi di intelligenza artificiale. A tal proposito, si osserva che, in presenza di contrasto tra l’interesse del lavoratore alla conservazione del rapporto e quello datoriale a espellere figure aziendali non più funzionali alle esigenze dell’impresa, è quest’ultimo a prevalere. La prova di effettività circa il mutamento delle esigenze aziendali può ben passare dalla riassegnazione delle mansioni inerenti al ruolo soppresso ad altre figure che utilizzano l’Ai.

Fonte: SOLE24ORE