Audizione del lavoratore nel procedimento disciplinare: diritto con dei limiti
- 28 Novembre 2025
- Pubblicazioni
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28369 del 5 novembre 2024, ha fornito importanti chiarimenti sui limiti del diritto del lavoratore all'audizione orale nel corso di un procedimento disciplinare. Il caso esaminato riguardava un dipendente licenziato per gravi irregolarità, il quale aveva lamentato la violazione del proprio diritto di difesa per la mancata concessione di un terzo rinvio dell'audizione personale. La Suprema Corte ha chiarito che se il lavoratore, entro i termini di legge, chiede di essere sentito oralmente, il datore di lavoro ha l'obbligo di convocarlo per l'audizione, senza che questo non si traduce in un diritto incondizionato a ottenere un differimento dell'incontro già fissato. I giudici hanno precisato che il datore di lavoro non è tenuto a concedere un rinvio qualora il lavoratore si limiti ad addurre una "mera disagevole o sgradita possibilità di presenziare"; l'obbligo di accogliere la richiesta di differimento, infatti, sussiste solo nel caso in cui la stessa risponda a una "esigenza difensiva non altrimenti tutelabile". Nel caso di specie, il lavoratore, dopo aver già ottenuto due rinvii per malattia, ne aveva richiesto un terzo adducendo la necessità di assistere il padre gravemente ammalato. La Corte ha ritenuto che non fosse stato né allegato né dimostrato che tale impedimento costituisse un'esigenza difensiva non altrimenti tutelabile, anche in considerazione del fatto che il lavoratore aveva già ampiamente esposto le proprie difese per iscritto. Di conseguenza, è stato ritenuto legittimo il comportamento del datore di lavoro che, agendo con correttezza e buona fede, aveva proceduto alla definizione del procedimento disciplinare.