Licenziamento per bestemmie e insulti
- 1 Luglio 2025
- Pubblicazioni
La Corte di Cassazione, con una ordinanza 18548/2025, ha ribadito che in materia di licenziamento disciplinare il concetto di giusta causa va sempre adattato al caso concreto. Secondo la Corte un lavoratore che sbraita e bestemmia in ufficio, anche contro colleghi e azienda, non può essere licenziato se manca la prova di un danno reale e concreto. SeInfattunInfatti la "giusta causa", necessaria per la massima sanzione espulsiva, non sussiste se la condotta, per quanto inappropriata, non ha provocato:
▪️Danni materiali alla produzione o ai beni aziendali;
▪️Un effettivo e grave turbamento tra i colleghi;
▪️Aggressioni fisiche o verbali dirette a persone specifiche.
In assenza di queste conseguenze, il licenziamento risulta una sanzione sproporzionata. Il comportamento del dipendente, infatti, potrebbe rientrare in quelle infrazioni punibili con sanzioni conservative (come la multa o la sospensione) previste dal contratto collettivo. iene così a mancare la rottura irreparabile del vincolo di fiducia che giustifica il recesso dal rapporto di lavoro.